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Museo valdese

Armi

museo valdese

Nelle collezioni del museo sono pervenute a più riprese armi bianche e da fuoco di varie tipologie e periodi storici. Dalle spade e sciabole del Cinque e Seicento alle armi da taglio e da fuoco del Sette-Ottocento in dotazione all’esercito sabaudo, gli oggetti rispecchiano i numerosi conflitti che attraversarono buona parte della storia dei valdesi, dalle guerre di religione dell’età moderna fino alle due guerre mondiali del XX secolo.

Fra le tipologie di armi più caratteristiche possedute dal Museo valdese ne segnaliamo due in particolare, entrambe collocate, non a caso, nella sezione dedicata alle guerre del Seicento.

In una vetrina a muro sono infatti esposti alcuni esemplari di beidana. Si tratta di un attrezzo agricolo, simile alla roncola, usato per il disboscamento. Nel corso del XVII secolo venne impiegato nella resistenza contro l’esercito sabaudo dai contadini valdesi, ai quali era proibito il possesso di armi. Di questo attrezzo esistono varie tipologie molto simili fra loro, distinte però per le decorazioni nella parte larga del piatto della lama.

Assai significativa, soprattutto per le sue dimensioni, è anche la colubrina che si dice appartenuta a Giosuè Gianavello, contadino di Rorà che guidò la resistenza valdese contro le incursioni dell’esercito sabaudo alla metà del Seicento durante le "Pasque Piemontesi" e la "guerra dei banditi". L’arma (nel Museo sono conservati due esemplari) è lunga più di due metri e mezzo e pesa otto chili!

L'intera collezione di armi del Museo valdese è esposta nella mostra Storia, miti e narrazioni nelle collezione di armi del Museo valdese (21 giugno-30 novembre 2015). Catalogo Quaderno n. 1 del patrimonio.