l piccolo locale conserva l'aspetto caratteristico che ebbe sino agli inizi del '900. Il soffitto basso, il pavimento consunto (però di legno!), le pareti a calce, i banchi di scuola, la grossa stufa, alimentata con i pezzi di legno che ogni bambino portava con sé, tutto riconduce il visitatore al mondo delle scuole di montagna del passato.
Così anche le attrezzature scolastiche: la lavagna in legno, come la cartella, il gesso e il righello strumento didattico e disciplinare.
Nella bacheca a muro è esposto materiale didattico: registri, quaderni, un cartellone per esercitarsi nella pronuncia. Si noteranno due elementi: anzitutto la presenza di una
Bibbia, testo usato non solo in ambito religioso ma come manuale di lettura, spesso unico libro disponibile a scuola e in casa. Il fatto non è casuale e attiene alla concezione stessa della fede evangelica che ne fa il testo di riferimento fondamentale.
Il secondo elemento caratteristico è la presenza di materiale in
lingua francese: sino a fine Ottocento nell’ambiente valdese fu usata sia a scuola sia in chiesa. Superfluo dire che questo bilinguismo costituiva un fatto importante in ambiente di frontiera di forte emigrazione.
Interessanti sono pure i quadri appesi alle pareti. La presenza del ritratto di
Charles Beckwith, benefattore dei valdesi è comprensibile; lo è meno l’oleografia di Gesù benedicente i bambini. Quando in virtù del Concordato del 1929 venne resa obbligatoria l’esposizione del crocifisso nelle scuole, i valdesi si opposero naturalmente a questa norma in casa propria e venne loro concesso di sostituirlo con questa immagine del Cristo, riproduzione di un famoso dipinto inglese.
Origini del museo:Nel
1974 la Chiesa valdese di Angrogna decise di aprire ai numerosi turisti che visitano la storica valle di Angrogna, la
scuola valdese del quartiere Odin-Bertot, collocata in posizione strategica sul percorso dalla Guieiza al Serre, facendone un piccolo museo.
Il locale risultava infatti particolarmente adatto a documentare un aspetto caratteristico della comunità valdese:
il suo sistema scolastico.
Finanziato in origine dalle chiese olandesi, ricevette nel primo Ottocento un impulso così decisivo da parte di
Charles Beckwith, colonnello inglese trasferito alle Valli, che il titolo “
scuola Beckwith” è dato a tutti gli edifici scolastici. Scuole che lui stesso chiamava
les universités des chèvres.
La rete di scuole diffusa su tutto il territorio (il comune di Angrogna ne contava 15 nel 1858 con oltre 300 scolari) permise di
alfabetizzare l’intera popolazione.
I locali, cessato l’uso scolastico, continuarono ad essere utilizzati per incontri a carattere religioso o ricreativo di gruppi giovanili.