La sezione etnografica del Museo racconta la vita di
una
famiglia contadina dell’Ottocento
(a partire dall’atto di divisione del patrimonio dei coniugi Gardiol di Prarostino,
riprodotto all’ingresso).
Pur essendo principalmente un museo a carattere
etnografico di ambiente alpino, si differenzia per alcune specificità legate
alla particolare storia che caratterizza il suo territorio. È quindi possibile
esplorarne il patrimonio seguendo quattro
percorsi
di lettura, fra loro strettamente intrecciati.
1. Civiltà
contadina
Il territorio di un valle alpina è lo sfondo
naturale di riferimento per il patrimonio etnografico del Museo: alla
ricostruzione di una
casa contadina
si aggiunge l’illustrazione dei principali aspetti dell’
economia di una comunità di montagna.
2. "Ciclo di vita"
La vita quotidiana, tanto di un contadino
dell’Ottocento quanto la nostra oggi, è scandita da quei momenti che, dalla
nascita alla morte, conducono l’
individuo
nel suo percorso di vita all’interno della
comunità
sociale. In questa ottica emergono anche affinità e differenze fra la vita
di un abitante di confessione valdese rispetto al resto del territorio e alle
zone circostanti.
3. Cultura e
istruzione
Per secoli le Valli hanno
costituito un mondo organico e strutturato, autosufficiente in campo sociale,
economico e culturale: un ruolo fondamentale aveva la presenza, in ogni
borgata, anche la più sperduta, di una piccola
scuola, testimonianza di uno sforzo per l’istruzione capillare che
caratterizzò tutto l’Ottocento valdese.
4. Plurilinguismo
Le Valli valdesi sono
collocate nell’area di parlata
occitana
e i suoi abitanti ne hanno per secoli fatto uso nella vita quotidiana, mentre
nelle località di pianura la lingua abituale è il
piemontese. Le due parlate hanno subìto una forte erosione da parte
dell’
italiano; mentre un quarto
fattore linguistico è costituito dal
francese,
il cui uso è legato alla vicenda valdese.