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Sistema museale valdese

Museo valdese di Rorà


Visita guidata al Museo valdese di Rorà: sabato 2 dicembre ore 14,30

La casa che ospita il museo fu un tempo osteria che il proprietario battezzò Hôtel du Chamois, come si legge sul portone d’ingresso. Al corpo centrale, una vasta cucina con sottostante stalla a volta, fu aggiunto il corpo a ponente costituito da una stanza con sottostante cantina.
L’interesse del piccolo museo è dato dalla panoramica delle attività che costituivano un tempo la vita di questa comunità di montagna. Al piano terreno, dove erano le stalle, è documentato  da un lato l’aspetto agricolo e dall’altro quello industriale nel settore della calce (dalla presenza di fornaci deriva il nome caratteristico dei rorenghi: brusapere, bruciatori di pietre) e dello gneiss lamellare conosciuto come pietra di Luserna; attività estrattiva che permane tuttora.
Al primo piano sono esposti  oggetti attinenti la vita della comunità rorenga tra fine Ottocento e primi Novecento. Ambiente caratteristico è la cucina con un grande camino, il soffitto a travatura, il pavimento in pietra secondo la tradizione locale. Il fatto di dover fungere da osteria richiedeva uno spazio superiore a quello di una cucina abituale. Nella parte destra del locale sono raccolti oggetti d’uso comune della vita casalinga, mentre le bacheche accolgono documenti della vita rorenga,
Altri due locali, un tempo camere da letto, accolgono documenti sulla vita sociale della comunità, in particolare la scuola.
Nell’ultima stanza vi sono alcuni video sulla lavorazione della pietra e documenti sulla storia locale; particolare rilievo è dato alla figura di Giosuè Gianavello, contadino rorengo che condusse la guerriglia anti-sabauda nell’anno 1655.

Origini del museo:
Il progetto prese avvio da una mostra, organizzata nell’estate del 1954, che si tenne nel locale della “Scuola vecchia”, su proposta di Gustavo Bouchard allora pastore a Rorà. L’idea ispiratrice era di salvaguardare la memoria storica del paese radunando  oggetti e documenti delle famiglie. Questo avveniva in un periodo in cui erano ben pochi i paesi di montagna che si preoccupavano di  recuperare il proprio passato.
Successivamente il materiale trovò sistemazione, a cura di Dario Varese e Roberto Morel, in una casa di quest’ultimo dove costituì un piccolo museo aperto ai visitatori dal 1965 al 1973.
Nel 1974 il Concistoro della chiesa valdese cedette alla Società di Studi Rorenghi l’Hotel du Chamois, uno dei più antichi edifici del paese, di sua proprietà, perché diventasse Museo.
Il materiale vi fu trasferito e sistemato via via che procedevano i lavori di restauro.
Dal 2000 il piano terra ospita una sezione dell’Ecomuseo della pietra, e dal 2007 una sezione sulla lavorazione della calce.

ACCESSO E SERVIZI

Auto
: è possibile parcheggiare in piazza o all’ingresso del paese.
Autobus privati: mezzi fino a 12m possono raggiungere Rorà e parcheggiare all’ingresso del paese.
Treno e autobus pubblici: solo fino a Luserna S. Giovanni.

ACCESSO PER PERSONE A MOBILITA' RIDOTTA
Solo al primo piano.

RISTORO E PERNOTTAMENTO
possibilità in loco (www.valpellice.to.it)

NUMERO LOCALI: 7

APERTURA
Il museo è aperto tutto l’anno su richiesta. Aperture fisse nel periodo estivo.

VISITA
L’ingresso è ad offerta per la visita autonoma
Per le visite guidate rivolgersi al Centro culturale valdese ufficio "il barba".