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  • Fernandel alle valli valdesi - Mostra Concerto Film

    Pomaretto e Torre Pellice sedi della mostra dal 6 al 21 aprile

     

    L’esposizione è costituita da documentazione francese d’epoca e raccoglie in parete e nelle vetrine una serie d’ immagini della vita artistica e personale del grande attore francese. Considerato come trait-d’union tra Francia e Italia, la sua straripante produzione di film si dilata nel mondo del teatro e della canzone facendo di lui uno dei personaggi più prolifici e generosi del mondo artistico europeo. L’allestimento, interamente costituita da documentazione francese d’epoca, vanta oltre una quindicina di grandi manifesti dei suoi film, alcune locandine, foto di scena, riviste illustrate, libri, cartoline caricaturali, dischi, spartiti e programmi di sala, schede di film e stampe illustrative. Oltre ai documenti originali appare in mostra una parte documentaria, tratta per lo più dal materiale originale della mostra stessa alla quale si affiancano alcune immagini interne dei documenti riprodotte tanto finemente da sembrare esse stesse originali. Si tratta di una carrellata d’immagini a commento della vita personale e artistica di Fernandel sui momenti salienti della sua vita, la sua famiglia, le sue amicizie (Maurice Chevalier e Mistinguett, Tino Rossi, Liz Taylor, Marcel Achard…) cui affiancano i suoi film e delle riproduzioni sonore delle sue canzoni, capaci di restituirci un quadro della sua multiforme personalità.

     

     

    La mostra s’inserisce tra le attività programmate dallo Sportello Linguistico Itinerante gestito dall’Associazione Musicansieme nell’ambito della convenzione siglata con l’Unione Montana del Pinerolese che, quale ente capofila per la valorizzazione della lingua francese, dà attuazione ai progetti finanziati dalla Legge nazionale n° 482/99 relativa alla tutela delle minoranze linguistiche e storiche.


    Fernand-Joseph-Désiré Contandin era nato a Marsiglia nel 1903, figlio di Désirée Bédouin e di Joseph Countadin originari di Perosa Argentina (borgata Coutandin). Fernandel non era un adone con quel suo viso certamente irregolare, ma radiante di luce grazie al suo inconfondibile sorriso “a 360 denti”. Un viso unico, vagamente equino che, unito ad un talento inconfondibile di attore consumato, versatile, fece la sua fortuna. Nel 1951 giunse “Don Camillo” di Julien Duvivier, il prete più celebre al mondo a detta di Papa Pio XII che volle invitarlo in Vaticano per conoscere personalmente questo suo simpatico “concorrente”. Il miracolo del cinema che Fernandel contribuì ad arricchire, firmando alcune delle pagine di maggior successo della Settima Arte. Il binomio Don Camillo-Peppone, ovvero Fernandel-Gino Cervi, riempì le sale dei cinema mondiali di un pubblico più divertito che mai . Don Camillo, pronto a prendersi anche a pugni con Peppone aveva creato un personaggio sui generis, nuovo, combattivo capace di catturare l’affetto della gente comune. La mostra avrà luogo in due località distinte e sarà suddivisa in due parti: una consacrata alla sua vita ed alla musica (Torre Pellice), l’altra invecesarà dedicata al cinema (Pomaretto).





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