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  • Figure della Resistenza nel Pinerolese 1943-45

    Mostra di fotografie del comandante partigiano Ettore Serafino

     

    L’immagine come luogo per incamerare e trasmettere i sentimenti, ma anche modo per leggere la realtà, interpretarla, ricordarla. Strumento non tanto, o non solo, di ricordo quanto di lettura dei fatti e dei luoghi; e il “fare fotografia” diventa momento e parte dell’azione di Resistenza. C’è questo nelle fotografie scattate nel periodo 1943-45 da Ettore Serafino, fotografo dilettante ma persona consapevole nei suoi scatti.
    Guardare la mostra “Figure della Resistenza nel Pinerolese 1943-45” significa leggere il periodo resistenziale attraverso le scelte fotografiche di Ettore Serafino, comandante partigiano ma anche avvocato, giornalista, fotografo. Seguire il percorso espositivo significa esplorare anche la lettura che Serafino dava alle situazione e soprattutto le scelte comunicative che su quel periodo ha fatto nel tempo. Gli scatti raccolti dall’autore non mostrano per esempio ricostruzioni di fatti d’arme ma ritraggono spesso persone, molte delle quali fanno insieme un percorso di socialità o di scelta che viene ripresa e narrata attraverso una o più foto.
    La mostra, pensata in chiusura del 70° anniversario della Liberazione, è stata esposta in vari luoghi e in diversi allestimenti prima di giungere a Torre Pellice alla Fondazione Centro culturale valdese, e nel suo primo allestimento era frutto anche di un progetto più ampio che aveva l’obiettivo di realizzare uno studio e un libro per riflettere sulla scelta antifascista fatta da migliaia di giovani italiani cresciuti sotto il regime nei venti mesi dall’8 settembre 1943 al 1945, “valorizzando un patrimonio di documentazione visiva unico per la storia della Seconda guerra mondiale e della Resistenza italiana: le fotografie scattate tra il 1939 e il 1946 dal fotografo amatoriale Ettore Serafino, classe 1918, prima soldato del Regio Esercito dopo partigiano in val Chisone (Torino), che nel dopoguerra rivestì ruoli di rilievo nella Chiesa Valdese”.

    Nato a Rivarolo Canavese (Torino) il 3 settembre 1918 Ettore Serafino ha frequentato la Facoltà di Giurisprudenza all’Università di Torino. Richiamato alle armi nel 1939, sottotenente di complemento nel 3° Reggimento alpini prese parte alla campagna nelle Alpi Occidentali con il Btg "Pinerolo". Poi a quella di Albania col Btg sciatori "Monte Rosa" e, ancora, all’occupazione della Jugoslavia col "Pinerolo". Nell’estate del 1943 Ettore Serafino fu assegnato, come capitano di complemento, alla Scuola militare di alpinismo di Aosta.
    Dopo l’armistizio con una lunga marcia attraverso le montagne raggiunse la Val Pellice, dove collaborò all’organizzazione dei primi nuclei di partigiani. Passò poi in Val Chisone, aggregandosi agli "autonomi" di Maggiorino Marcellin. Nel giugno del 1944 gli fu affidato il comando del Battaglione autonomo "Monte Assietta", diventato poi Brigata e operante tra Susa e Chisone. Ettore Serafino assunse poi il comando della Brigata autonoma "Monte Albergian" attiva in Val Chisone e nella zona pedemontana. Nel marzo del 1945, nel quadro della riorganizzazione delle forze della Resistenza, divenne comandante della 44a Divisione "Adolfo Serafino" (intitolata a suo fratello, caduto a Cantalupa, in val Noce), composta dalla Brigata autonoma "Monte Albergian" e dalla Brigata GL "Val Germanasca". Dopo la Liberazione, Serafino riprese la professione di avvocato a Pinerolo e a Torino, impegnandosi anche molto nelle attività della Chiesa Valdese.
    Davide Rosso, Direttore Fondazione Centro culturale valdese